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Incensi: cosa sono e come si usano

Il termine Incenso è il participio passato del verbo INCENDERE, il cui significato è "dare fuoco, incendiare". Usato come aggettivo ha il significato di "acceso, incendiato, infocato", per la precisione deriva dal lat. eccl. incensum, p. pass. neutro sost. di incend?re ‘incendere’.

Questo ci fa comprendere quale sia il significato letterale della parola.

Nel secolo scorso, e talvota ancora oggi, è stato utilizzato come sinonimo del termine Olibano il cui significato va ricercato nell'origine del termine: dal lat. mediev. olib?nus, dal gr. líbanos ‘incenso’, ma che più propriamente viene dal greco O-LIBANOS rispondente alla forma araba AL-LUBAN (il LATTE, in riderimenti al colore bianco della secrezione delle piante appena incise) (ebr. LEBÔNÂH letteralmente "incenso") ovvero l'incenso, per coesione dell'articolo con il nome.

Questo per cercare di fare un po' di chiarezza sull'etimologia dei termini e del loro utilizzo, dal momento che proprio il termine Incenso può indicare, a seconda del contesto, o una sostanza che bruciata produce un profumo, oppure la resina ricavata dalle piante della famiglia delle Boswellie (sacra, carterii, serrata, papyrifera etc..). Da questa possibilità di utilizzo deriva spesso una confusione poichè qualsiasi sostanza può essere genericamente indicata come "incenso". E' bene quindi cercare di accompagnare sempre il nome comune con il nome della pianta o della famiglia di piante da cui la sostanza di cui parliamo (che sia una resina, una radice ,un legno o altro) deriva.

Possiamo provare a dividere i tipi di incenso in una tabella,usando come criterio la tipologia dello stesso. Questa classificazione non è univoca e ha solo uno scopo esemplificativo:

 

Tipo  

Resine

 

Legni

 

Erba/foglie

 

Semi/bacche

 

Radici

 

Minerali

 

 

 

Mirra

 

Sandalo

 

Artemisia

 

Abelmosco

 

Galanga

 

Zolfo

 

 

 

Gomma mastice

 

Legno di Abete

 

Rosmarino

 

Bacche di Ginepro

 

Geziana

 

Salnitro

   

Benzoino

 

Legno di Pino

 

Salvia

 

Cardamomo

 

Assafetida

 

Carbone

 

 

 

Resina di Pino

 

 

 

Gemme di Pino

 

 

 

 

 

 

Possiamo vedere come a ciacuna tipologia corrispondano diversi tipi di incenso, e come talvolta la stessa pianta possa avere più calssificazioni. Nella tabella sopra lo si può vedere con il Pino di cui si possono usare quasi tutte le parti (Resina, Legno, Gemme). Quale parte della pianta usare fa molta differenza; infatti oltre la ovvia differenza di tipologia vi è tutta una serie di considerazioni che possono essere fatte per aiutarci a capire quale è lo scopo  di utilizzare un Legno piuttosto che una Resina. In futuro approfondiremo questo argomento in un articolo specifico.

A questo punto dovrebbe essere più chiaro cosa si intende per Incenso, dobbiamo capire come si utilizza e quali siano gli scopi dell'uso dell'incenso. 

Partiamo proprio da questi ultimi. Fin dall'antichità all'uomo è venuto naturale di collegare istintivamente l'utilizzo delle sostanze aromatiche ai riti, alle preghiere ed a tutte quelle pratiche che avevano una valenza spirituale.

Come si utilizzano gli incensi? Tradizionalmente gli ingredienti venivano tritati, ridotti in polvere e poi mischiati in specifiche proporzioni. I composti così ottenuti venivano bruciati dentro bracieri che contenevano del carbone acceso sopra il quale era posto un piattino che diventava incandescente; in alternativa bruciati direttamente sui carboni o sul fuoco.
Oggi sono disponibili, in erboristeria e nei negozi specializzati, i carboncini sui quali bruciare gli incensi. I carboncini vanno posti in recipienti idonei, come incensieri o turiboli; sono da evitare i comuni piatti o i posacenere in vetro poiché, data l'alta temperatura a cui arrivano i carboncini, potrebbero rompersi.

 

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