
Come si crea un incenso? Innanzitutto esiste una differenziazione tra incensi basilari e composti: i primi sono formati da un unico ingrediente, che solitamente dà il nome all’incenso stesso (Incenso, Storace ecc) mentre i secondi risultano composti, come suggerisce la stessa definizione, da due o più ingredienti assemblati tra loro. Vi sono inoltre molte differenze tra quello che chiameremo “la tecnica antica” e quella “moderna” di preparare gli incensi.
Parte 1
Partiamo con il vedere come veniva creato un incenso nell’antichità, seguendo e cercando di capire tutte le varie fasi.
Dobbiamo tener conto che a creare gli incensi erano quelle persone in possesso delle conoscenze adeguate e dei mezzi, anche economici, per procurarsi gli ingredienti necessari, ovvero i sacerdoti di un culto o di una religione, i druidi, gli sciamani, ecc.
Per la scelta e la preparazione degli ingredienti si seguivano le seguenti fasi:
1. Scelta dello scopo dell'incenso: la motivazione per il quale l’incenso doveva essere utilizzato era precedente anche alla scelta degli ingredienti: per una determinata cerimonia, oppure per un rito quotidiano, o ancora per ingraziarsi il favore di una divinità...
Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando della preparazione di un “incenso composto” e che quindi diamo per scontato che chi preparava l’incenso conoscesse molto bene le proprietà dei singoli ingredienti.
2. Scelta degli ingredienti: una volta deciso a cosa sarebbe servito un incenso se ne sceglievano i componenti. Il
principio secondo cui venivano scelte le sostanze era quello analogico: anche in culture diverse è riscontrabile una medesima associazione tra una determinata sostanza e un elemento (esempio il fuoco). Per rendere più chiaro il concetto si pensi all'incenso classico (Boswellia carteri); che si tratti della cultura Egizia, Greca o Araba la sua associazione con il sole (principio maschile, Yang) è costante. Ovviamente queste associazioni non si ritrovano nelle popolazioni che non conoscevano la sostanza, ad esempio non troveremo nessuna associazione del Boswellia carteri nella cultura degli Indiani d’America poiché tale sostanza non era loro nota.
Quindi per concludere possiamo dire che gli ingredienti venivano selezionati tenendo conto di vari fattori quali: la disponibilità, il rapporto analogico con lo scopo, il rapporto analogico con l'ambiente, l'effetto che le sostanze avevano sull'essere umano ovvero se l'incenso doveva essere usato in una cerimonia con un forte impatto emotivo non aveva senso inserirvi un ingrediente che stimolava la mente.
Possiamo riassumere in una tabella i criteri analogici di scelta:
Analogia con |
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Scopo |
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Ambiente (stagioni, clima, ecc.) |
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Effetti sull'essere umano (rilassanti, eccitanti, emotivi, ecc.) |
3. Raccolta degli ingredienti: prima di raccogliere una pianta, una resina, una radice c'erano da valutare tutta una serie
di variabili suddivisibili in fattori esterni e fattori interni.
Fattori esterni: la stagione, il momento della raccolta (giorno o notte), la metodologia di raccolta (che a sua volta aveva diverse variabili come ad esempio il materiale dello strumento usato per la raccolta, il materiale del contenitore in cui riporre il raccolto ecc. ecc.), il tipo di conservazione (se al buio, in che contenitore, ecc..).
I fattori interni riguardano colui che doveva effettuare la raccolta ovvero tutta una serie di "adempimenti" che dovevano essere espletati; normalmente chi era designato ad effettuare la raccolta passava un periodo di "purificazione" che poteva prevedere varie pratiche. Solo quando tutto era pronto si procedeva alla raccolta.
Ovviamente al giorno d’oggi tutte queste restrizioni solo per cogliere una pianta, raccogliere una radice, prendere della resina... possono sembrare anacronistiche. Non dobbiamo però dimenticare che chi si occupava di creare un incenso viveva in un contesto che era anche strutturato in maniera da rendere certe cose molto più semplici. A partire dal fatto che i sacerdoti, così come gli sciamani indiani, seguivano una vita che prevedeva già delle pratiche purificatorie e che quindi integrava molti degli aspetti richiesti.
Ad oggi solo il fatto di andare a raccogliere delle piante per proprio conto prevede almeno una conoscenza botanica, se poi si aggiungono tutte le restrizioni sopracitate molto probabilmente diventerebbe quasi impossibile conciliare la possibilità di effettuare la raccolta di un ingrediente in modo classico con la vita normale. Questo non toglie che sia possibile. E' anche vero che c'è da chiedersi se alcune cose abbiano oggi ancora un senso, se per la vita che conduciamo, per il mondo in cui viviamo, una ricerca così minuziosa della perfezione analogica abbia senso...
4. Preparazione dell’ingrediente: una volta questa veniva fatta pestando e triturando nel pestello i vari componenti, oggi
la macinazione viene eseguita con l'ausilio di macchine o pestelli automatici. Se da una parte può sembrare in qualche modo "artificioso" è anche vero che non è pensabile di preparare delle quantità di incenso che non siano irrisorie usando il metodo classico.
La Via dell'Incenso utilizza strumenti compatibili con le proprie necessità, evitando la produzione industrializzata e mantenendo alti standard di qualità grazie alla scelta di ingredienti primari esclusivamente naturali, ciascuno dei quali viene trattato singolarmente.
Per la preparazione finale di un incenso i vari ingredienti, precedentemente trattati, vengono miscelati nelle adeguate proporzioni e poi posti a "riposare" per far si che gli ingredienti si amalgamino completamente. Non tutti gli incensi possono però essere preparati anticipatamente, a causa della natura dei componenti, e quindi essere preparati al momento della richiesta. Inoltre i tempi di preparazione variano a seconda dell'incenso; per alcuni basta anche un giorno, per altri occorre anche un mese.